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Al servizio di un Paese che ha bisogno dell’alta formazione

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Pubblichiamo qui una sintesi del discorso inaugurale del Rettore della Scuola IUSS, professor Michele Di Francesco, in occasione della cerimonia d’inaugurazione del nuovo anno accademico 2018-2019, tenutasi lo scorso 30 gennaio a Palazzo Broletto

La promozione del merito, la crescita della conoscenza scientifica e umanistica, il miglioramento della qualità del dibattito pubblico:
l’impegno della Scuola IUSS per il nuovo anno accademico.

Questa è l’ultima volta in cui ho l’onore di presiedere l’inaugurazione dell’anno accademico della nostra Scuola.
Più di 5 anni sono infatti passati da quando nel settembre 2013 sono arrivato allo IUSS, e, vi confesso, è forte la tentazione di ripercorrerli – non foss’altro che per capire dove sono finiti questi anni e come hanno fatto a passare così in fretta. 
Ma posso rassicurarvi, è mia intenzione resistere a questa tentazione, e non ripercorrerò in modo sistematico la storia della Scuola IUSS in questo lungo intervallo di tempo.
Tuttavia evitare ogni accenno a quanto realizzato finora mi sembrerebbe ingeneroso nei confronti di tutte le persone dello IUSS che con il loro lavoro intenso, incessante e competente hanno segnato questi anni. 
Partendo allora dall’A.A. 2013/14, la prima osservazione che devo fare è che la Scuola IUSS (allora come oggi) era un cantiere aperto (un vivace e stimolante cantiere aperto, ma certamente un cantiere, di quelli con scritto “lavori in corso”, per capirci). 
In particolare si era nella fase di attuazione dello statuto del 2011 che aveva modificato radicalmente l’assetto dello IUSS, delineando una nuova strategia relativa alle attività post laurea, con la definizione di due Aree scientifiche: l’Area delle Scienze cognitive del comportamento e l’Area del Trattamento delle incertezze e valutazione dei rischi. 
La creazione di due aree scientifiche interdisciplinari, coagulate dapprima intorno all’ingegneria sismica e alla linguistica, ma presto estese ai temi generali dell’approccio olistico alle problematiche del rischio e dell’incertezza, da un lato, e delle neuroscienze della decisione e della filosofia dall’altro, ha tracciato una strada che ancora stiamo percorrendo. 
Abbinare alla didattica dei Corsi Ordinari le esigenze di una ricerca scientifica ambiziosa e orientata all’internazionalizzazione ha comportato infatti un mutamento di paradigma nel funzionamento della nostra Scuola, influenzandone le strategie di reclutamento e il suo posizionamento nel sistema universitario nazionale e internazionale. 
A ciò si aggiunge la promulgazione nell’estate 2013 del decreto di accreditamento delle Scuole Superiori a Ordinamento Speciale – che ha posto una sfida indubbiamente ardua a una realtà ancora in fieri, cui si chiedeva moltissimo in termini di requisiti qualitativi e quantitativi senza per altro accordare tutte le risorse richieste e necessarie. 
Ciò richiedeva nuove strategie di sviluppo volte a garantire, nel contesto di una situazione economica che presentava non pochi problemi, la piena funzionalità scientifica e didattica della Scuola IUSS. 
La sfida posta dal decreto sull’accreditamento delle Scuole Superiori a Ordinamento Speciale è stata affrontata con due azioni essenziali: il rafforzamento della Faculty della Scuola e una politica di alleanze con altre realtà di alto profilo del panorama universitario e della ricerca nazionale e internazionale.
L’accordo federativo del 2014 con la Scuola Sant’Anna di Pisa è stata in questo senso una svolta fondamentale, così come lo è stato il successivo passaggio verso la federazione a tre fra la Scuola IUSS, la Scuola Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore di Pisa (giunto a compimento nell’A.A. appena trascorso) – un’ulteriore importante scommessa, nella quale siamo oggi con forza impegnati. 
Ma voglio sottolineare come perno centrale della nostra azione sia stato anche la costante politica di collaborazione con gli attori principali del sistema pavese, l’Università degli Studi, il sistema dei collegi di merito e universitari, quello degli IRCCS (Istituti di Ricovero e cura a carattere scientifico), la Fondazione Eucentre. 
In questo complesso scenario – caratterizzato anche da lunghi anni di crisi e sotto-finanziamento del sistema universitario italiano – abbiamo compiuto comunque una lunga strada. Oggi la Scuola IUSS è in espansione dal punto di vista di Faculty e personale tecnico amministrativo, ha progetti di rafforzamento della propria attività formativa pre- e post-laurea, è membro ordinario della CRUI e del CRUL (Comitato Regionale delle Università Lombarde), ed è impegnata in decine di progetti di collaborazione scientifica e formativa a livello nazionale e internazionale. 
È inutile sottolineare come senza la convinta, generosa e tenace collaborazione del corpo docente e del personale tecnico amministrativo tutto ciò non sarebbe stato possibile. La realizzazione di due impegnative riforme statutarie, con la revisione di una parte preponderante dei regolamenti associati, il rafforzamento delle procedure interne di individuazione, programmazione e verifica degli obiettivi strategici di ricerca e formazione, lo sviluppo di una cultura della qualità, la razionalizzazione delle attività di Terza Missione, lo sviluppo di attività di orientamento  e di placement federale  e dei rapporti con il mondo della produzione (Job Fair, accordo con Confindustria PV), la crescente attenzione ai temi etici e sociali, all’equilibrio di genere, alla trasparenza nelle procedure di acquisizione del personale sono state un dono inestimabile che le persone della Scuola IUSS hanno portato alle ambizioni e alla reputazione di questa istituzione. 
Questa mi sembra quindi la migliore occasione per ringraziare collettivamente tutte queste persone.
E insieme a loro, questa è l’occasione per ringraziare le nostre allieve e i nostri allievi. Per quanto impegnativo possa essere stato sviluppare la nostra Scuola, la consapevolezza di contribuire alla crescita culturale e personale di giovani capaci e meritevoli, ansiosi di mettersi in gioco e di sviluppare fino in fondo i propri grandi talenti, è stata una motivazione costante e un incentivo a dare il meglio di noi stessi per garantire un futuro alla nostra Scuola.
Molto rimane da fare e certamente sussistono molti problemi aperti. Non sarà facile. Ma siamo determinati a dare il nostro contributo.
Alla promozione del merito, alla crescita della conoscenza scientifica e umanistica, e al miglioramento della qualità del dibattito pubblico – del pensiero collettivo, mi verrebbe da dire – nel nostro Paese. Un paese che ha bisogno dell’alta formazione dato che più che mai si avverte l’esigenza di difendere il valore del pensiero, dell’attitudine critica, la fedeltà ai principi che hanno accompagnato la nascita della nostra forse imperfetta ma essenziale Repubblica.