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Il corso analizzerà la costruzione della figura del barbaro come paradigma dell’alterità nell’ambito della cultura greca di età classica (cioè, storicamente, fra le aggressioni persiane del 490-480, e l’offensiva greco-macedone del 335). L’alterità viene declinata in primo luogo sul piano linguistico, poi intellettuale (il passaggio è reso agevole dall’oscillazione dei significati di logos, ‘linguaggio’ e ‘ragione’), infine culturale: il barbaro non parla greco, non è dotato di ragione, e soprattutto non appartiene alla cultura della polis. Del tutto marginali, invece, restano gli aspetti propriamente razziali e anche religiosi, né viene mai pensata la possibilità di esportare la forma polis in territorio barbaro. La diversità del barbaro slitta facilmente nella sua inferiorità, visto l’etnocentrismo prima ‘spontaneo’ poi teorizzato dei greci; l’esperienza delle guerre persiane, e l’attesa della rivincita, ne fanno inoltre il nemico ‘naturale’.
L’atteggiamento nel confronto del paradigma della barbarie è molto articolato, dall’etnocentrismo culturale di Erodoto al determinismo ambientale e politico del testo ippocratico Arie acque luoghi. Sono i critici della polis, come il sofista autore dei Dissoi logoi e forse Antifonte, ad assumere atteggiamenti relativistici. Al contrario, i suoi maggiori ideologi – sia ‘utopisti’ sia ‘realisti’ – come Platone e Aristotele, vedono nel barbaro il nemico ‘naturale’ dei Greci. Ma è soprattutto Aristotele, con una potente visione antropologica che identifica l’uomo come l’animale che vive nella polis, a produrre l’immagine del barbaro come non-umano, o ‘schiavo per natura’. I barbari però non sono tutti uguali: essi presentano una varietà di caratteri, che vanno dall’estremo della selvaticità, proprio dei barbari del Nord, all’eccesso di domesticazione, tipico dei barbari orientali (un caso particolare e inquietante sarà sempre costituito dalla sapienza degli Egiziani).

Figure del barbaro nella cultura antica. Etnocentrismo, razzismo, relativismo

Svolgimento

Il corso si svolgerà dal 3 novembre al 2 dicembre presso la Saletta Riunioni del Collegio Cairoli.

Bibliografia

Letteratura primaria
Testi da:

  • Ippocrate, Arie acque luoghi, in Opere, a cura di Mario Vegetti, UTET, Torino: capp. 16-24.
  • Erodoto, Storie, a cura di A. Colonna e F. Bevilacqua, UTET, Torino 1996, passi: I 134, II 35-36, III 38, III 98-101, VIII 144.
  • Dissoi logoi, in I presocratici, a cura di G. Giannantoni, Laterza, Bari 1969, fr. 2, 1-18.
  • Platone, Repubblica, a cura di M. Vegetti, Bibliopolis, Napoli 1998-2000, vol. III e IV, passi: 435e-436a; 470b-d.
    —, Politico, a cura di G. Giorgini, Rizzoli, Milano 2005, passi: 262c-e.
    —, Timeo, a cura di F. Fronterotta, Rizzoli, Milano 2003, passi: 21e-23c.
  • Isocrate, Opere, a cura di M. Marzi, UTET, Torino, 2000. Antidosis; 293-294. Panatenaico, 163; Panegirico, 50.
  • Aristotele, Politica, a cura di C. A. Viano, Rizzoli, Milano 2002, passi: libro I cap. 2, capp. 6-8; libro VII, cap. 7.

Bibliografia essenziale

  • M.M. Sassi, La scienza dell’uomo nella Grecia antica, Bollati Boringhieri, Torino 1988, capp.1-3.
  • M.M. Sassi, I barbari, ne Il sapere degli antichi (a cura di M. Vegetti), Boringhieri, Torino 1985.
  • W. Nippel, La costruzione dell’altro, ne I Greci (a cura di S. Settis), vol. I, Einaudi, Torino 1996.
  • M. Vegetti, Il coltello e lo stilo, Il Saggiatore, Milano 19962, cap. III.

Ambito : Scienze Umane

Semestre: Semestre I

Anno accademico: 2006-2007