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I pozzi del silenzio. Il lato oscuro della ricerca biomedica

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21 set

17:00 PM

Salone Teresiano
Biblioteca Universitaria
Strada Nuova 65

 

 

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019, la Biblioteca Universitaria di Pavia è lieta di presentare lo spettacolo I pozzi del silenzio, che, a partire da un episodio storico poco noto, indaga il tema del lato oscuro della ricerca scientifica.

Gli eventi che si raccontano sono quelli accaduti durante la seconda guerra mondiale e negli anni antecedenti in una struttura di ricerca militare, l'Unità 731, che il Giappone realizzò nella Manciuria occupata militarmente. Quello che accadde nella Unità 731 ricorda le atrocità perpetrate, in nome della ricerca scientifica, in alcuni lager nazisti, ma rispetto a quanto accaduto in Germania, le vicende della Unità 731 sono rimaste nascoste per molti anni, coperte dalla ragion di stato sia del paese sconfitto che di quello vincitore.

Il male, commesso in nome della ricerca scientifica, suscita uno sgomento particolare e impone a tutti, e in particolare ai ricercatori, di interrogarsi sulle sue origini e sulle ragioni che lo alimentano.

Un gruppo di giovani biochimici dell'ateneo pavese, tra cui Jessica Canino, dottoranda IUSS e Roberta Besio, ex-Dottoranda IUSS, ha voluto riappropriarsi della vicenda, studiandola e vivendola anche emotivamente con la raccolta di documenti e testimonianze. Una vicenda che li ha costretti a cimentarsi con le complesse implicazioni storiche, sociologiche e filosofiche e per le quali hanno potuto contare sul generoso supporto intellettuale di Luca Vanzago e Marco Bianciardi.

Ora propongono al pubblico dei ricercatori e dei cittadini comuni quanto elaborato in questi mesi. Hanno scelto una modalità di presentazione in cui, al racconto scientifico dei fatti, si associa una componente recitativa che libera la forte componente emotiva che una vicenda come questa non può non suscitare.
Viene proposta una recitazione essenziale di un testo inedito ed un accompagnamento musicale dal vivo che rendono la narrazione fruibile ad un pubblico diverso da quello ristretto del mondo scientifico per una storia orribile ma che crediamo sia importante raccontare.

La ricerca scientifica rappresenta una delle attività di cui il genere umano può sentirsi più orgoglioso; spostare i confini della conoscenza ci nobilita e ci rende più liberi.

Appassionatamente convinti di questo i giovani ricercatori che propongono questo lavoro non hanno paura di guardare ai pericoli di una ricerca scientifica svincolata dall'etica e dalla difesa della dignità umana e dal rispetto della natura.

Testi scritti e interpretati da Mariangela Alfeo, Roberta Besio, Maddalena Cagnone, Jessica Canino, Giulia Faravelli, Nadia Garibaldi, Gabriella Giannini, Laura Leoni, Giovanni Stellitano, Francesca Tonelli, Mauro Vismara, Marco Bianciardi. Con la consulenza di Luca Vanzago.

Supporto e regia tecnica tecnico di Gabriella Giannini e Stefano Santagostini.

Musiche eseguite con l'arpa celtica da Valerio Nicosia.