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La cultura materiale dell’Antico Egitto per la creazione di un contesto culturale e museale sostenibile e di una rete scientifica

Programma

Il dovere primario di un museo è di preservare il proprio patrimonio di eccezionale valore universale per le generazioni future. La conservazione implica lo studio, la comprensione e il miglioramento della conservazione attiva e passiva, ma anche la sua comunicazione.
Un archeologo sa bene che anche i reperti depositati più recentemente nella stratigrafia archeologica sono manifestazioni culturali e, in quanto tali, sono ugualmente soggetto di studio. Le connessioni e le relazioni tra la nostra contemporaneità e i reperti antichi vanno quindi oltre le reciproche differenze. Il grado in cui uomini e oggetti sono correlati fra loro in parte si determina con la lunghezza della loro connessione; tuttavia, spesso sono implicati collegamenti invisibili. Il compito doveroso di un museo, in quanto centro culturale e di ricerca, è di rendere visibili questi collegamenti, per comunicare il valore delle sue collezioni e quindi di creare uno scenario culturale sostenibile.
Condurre la ricerca sulla metastoria delle collezioni, così come dare importanza alla ricezione dell’‘antico’, sono strumenti fondamentali per raggiungere questo obiettivo; nondimeno, è doveroso prestare una speciale attenzione nel trovare diversi e coinvolgenti modi di comunicare al grande pubblico i risultati scientifici.
Le ricerche scientifiche, poi, sono una parte sempre più importante del programma dei musei archeologici ed egittologici. Questo ha portato ad una sempre maggiore comprensione delle collezioni, fornendo sempre nuove informazioni utili per la loro conservazione.
Molte delle nuove scoperte egittologiche sono il risultato di progetti nati dalla collaborazione tra egittologi e scienziati. L’archeometria, infatti, dà un’immagine differente ma complementare degli oggetti, attraverso la caratterizzazione e la ricostruzione della storia dell’oggetto, analizzandone le tracce naturali e artificiali che ha accumulato nel tempo.
La grande quantità di materiale che necessita di essere studiato, capito e pubblicato richiede l’impegno di gruppi di lavoro internazionali ed eterogenei. Per questo motivo il Museo Egizio ha cominciato a collaborare con musei ed università sia nazionali che internazionali. La ricerca è il punto focale delle sue attività, lo strumento che permetterà al Museo di riguadagnare la posizione desiderata come centro internazionale di dialogo egittologico.
 

Svolgimento

Il corso si svolgerà dal 16 maggio al 27 giugno 2017 presso le Aule di Palazzo del Broletto.

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Esame

1° appello: 25 luglio, ore 14.30, Aula 1-17;

2° appello: 8 settembre (orario in definizione) Aula 1-17.

Ambito : Scienze Umane

Semestre: Semestre II

Anno accademico: 2016-2017