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Siamo pronti alla crisi economica post-Covid19?

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Empatia e pianificazione strategica stanno aiutando gli italiani ad affrontare il futuro incerto.
 
Dal DPCM del 9 marzo 2020 la vita degli italiani non è stata più la stessa. Il lockdown, resosi necessario per contenere il contagio da Covid-19, ha messo a dura prova l’intera popolazione italiana, modificandone radicalmente abitudini e routine familiari, lavorative, ricreative e sociali. Da un lato, gli operatori sanitari sono impegnati in modo instancabile, oramai da settimane, nella dura lotta contro l’infezione. Dall’altro, l’estremo distanziamento sociale ha modificato e drasticamente ridotto sia la qualità che la quantità delle relazioni sociali. Ma che cosa hanno comportato questi cambiamenti per la percezione dell’emergenza da Covid-19 nei giorni successivi al lockdown? Lo Studio PsyCOVID avviato dal gruppo di neuroscienze cognitive della Scuola Universitaria di Studi Superiori IUSS di Pavia in collaborazione con l’Università di Pavia, e promosso dall’associazione PigmentoLab, ha risposto a questi interrogativi grazie a un’intervista online (disponibile qui: https://forms.gle/5f3yH3aTNJYEuJ7B9) somministrata a soggetti residenti su tutto il territorio italiano e distribuita a partire dal 14 marzo 2020.
Nella prima settimana dal lancio della survey, le dott.sse Chiara Cerami (IUSS) e Chiara Crespi (Università di Pavia), responsabili dello studio, hanno documentato su un campione di 1163 partecipanti la presenza di una gravità percepita dell’epidemia Covid-19 per la salute più accentuata tra gli abitanti del nord Italia, dove la diffusione del contagio è molto maggiore, e tra le fasce di professionisti operanti in ambito sanitario, che ogni giorno sono a contatto con i pazienti ricoverati (preprint disponibile qui: https://psyarxiv.com/z7yuv/). Fattori individuali quali il livello di stress e l’isolamento sociale modulano sensibilmente la percezione della gravità di Covid-19 per la salute. Parallelamente, la capacità di immedesimarsi nell’altro e uno stile di coping orientato alla risoluzione dei problemi sembrano essere fattori determinanti per la consapevolezza dell’impatto dell’epidemia sull’economia.
Infatti i risultati preliminari dello studio mostrano che chi è più empatico percepisce come più grave l'impatto dell'emergenza Covid-19 sull'economia. In altre parole gli italiani in grado di immedesimarsi nel vissuto degli altri sono stati più capaci di realizzare prontamente l’imminente crisi economica. Tale percezione è modulata anche dalla capacità di affrontare gli eventi stressanti in modo attivo, tramite strategie di pianificazione e azioni mirate al rapido raggiungimento di un obiettivo. L’immediata controprova di questo risultato è la pronta risposta alla crisi di una fetta di Italia che ha riconvertito attività produttive industriali e commerciali temporaneamente sospese in attività utili e a più alto profitto (es. produzione di dispositivi di protezione individuale o e-commerce).
In conclusione, i dati preliminari dello studio PsyCOVID mostrano che la crisi psicosociale – in grado di modulare la percezione individuale degli eventi sin dai primi giorni dopo l’inizio dell’epidemia in Italia – è tanto drammatica quanto quella sanitaria ed economica. In questo scenario, la necessità di interventi strutturati e focalizzati a ristabilire nuove forme di socialità e a ripristinare il benessere individuale, riducendo quindi il livello di stress percepito, saranno cruciali per le fasce più fragili della popolazione.