Aggregatore Risorse Aggregatore Risorse

Primi istanti di vita di una kilonova. Nel team il prof. Tiengo.

Immagine

GW170817 non smette di sorprenderci. Grazie a quella prima rilevazione di un’onda gravitazionale generata durante la fusione di due stelle di neutroni e associata ad un breve e debole lampo gamma, è stato possibile “rileggere” i dati riferiti a un lampo gamma osservato nell’agosto 2016, trovando nuove prove della nascita di una kilonova che sarebbe passata inosservata durante le osservazioni iniziali.

Lo studio, pubblicato ieri su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato realizzato da un team guidato dall’italiana Eleonora Troja, ricercatrice del Dipartimento di Astronomia dell’Università del Maryland, Andrea Tiengo e Giovanni Novara della Scuola Universitaria IUSS di Pavia, e associati all’Inaf e Roberto Ricci dell’Inaf di Bologna. 

Il gruppo della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, che collabora da diversi anni su questi temi con l’Inaf, si è  occupato dell’analisi dei dati del satellite dell’ESA XMM-Newton, che hanno permesso di studiare l’emissione di raggi X fino a circa 10 giorni dopo il lampo gamma. “Le osservazioni con XMM-Newton, insieme a quelle ottenute nella banda radio, ha precisato Andrea Tiengo, professore associato di Astronomia e Astrofisica e prorettore delegato ai Corsi Ordinari della Scuola IUSS. - sono state fondamentali per caratterizzare l’emissione generata dal getto del lampo gamma, che contamina pesantemente l’emissione della kilonova nella banda ottica e infrarossa. Solo così è stato possibile studiare un segnale davvero pulito”.