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Pragmatica Sperimentale

Data inizio : 2018

Data fine : 2021

Breve descrizione

La pragmatica sperimentale si è delineata come un promettente filone di indagine che mira a capire i meccanismi cognitivi che permettono di ricavare il significato del parlante nella comunicazione, e a fornire prove empiriche per la definizione dei modelli teorici della pragmatica. Negli ultimi anni, questa linea di ricerca ha trovato anche una declinazione clinica (la cosiddetta Clinical Pragmatics; Cummings 2017) e neurobiologica/neurocognitiva (Neuropragmatics; Bambini 2010).

 

Descrizione

Perlomeno dalla pubblicazione di Experimental Pragmatics (Noveck & Sperber, 2004), la pragmatica sperimentale si è delineata come un promettente filone di indagine che mira a capire i meccanismi cognitivi che permettono di ricavare il significato del parlante nella comunicazione, e a fornire prove empiriche per la definizione dei modelli teorici della pragmatica. Negli ultimi anni, questa linea di ricerca ha trovato anche una declinazione clinica (la cosiddetta Clinical Pragmatics; Cummings 2017) e neurobiologica/neurocognitiva (Neuropragmatics; Bambini 2010).

Si tratta tuttavia di aree di studio molto nuove, con domini largamente inesplorati, che potrebbero contribuire in modo radicale anche alla teoria linguistica. Rispetto al filone clinico, manca innanzitutto una testistica condivisa, nonché una chiara caratterizzazione del profilo pragmatico nelle popolazioni cliniche. Rispetto alla neurobiologia della pragmatica, la ricerca si è incagliata nel problema dei rapporti tra pragmatica e Teoria della mente, riportando risultati contrastanti che tendono a sovrapporre i due domini, anche in termini neuroanatomici. Studi elettrofisiologici hanno inoltre evidenziato varie componenti ERP coinvolte nei processi pragmatici, lasciando aperto il dibattito sull’accesso diretto vs indiretto al significato contestualmente appropriato.

Rispetto a questi problemi, Valentina Bambini è da anni impegnata sul fronte della costruzione di strumenti di valutazione, e ha sviluppato (insieme a Giorgio Arcara) un test per la valutazione delle abilità pragmatiche (APACS; Arcara & Bambini 2016), che si è rivelato idoneo a “catturare” il diffuso deficit pragmaatico nella popolazione affetta da schizofrenia (Bambini et al. 2016a) e da sclerosi laterale amiotrofica (Bambini et al. 2016b). Ha inoltre condotto alcuni studi che cercano di chiarire il decorso temporale dell’elaborazione pragmatica, individuando diverse fasi del processing (Bambini et al. 2016c). Il presente progetto, che parte dai risultati già conseguiti, mira ad approfondire le differenze tra i profili pragmatici delle popolazioni cliniche e nell’arco di vita, e a sviluppare progetti di training per il potenziamento delle abilità pragmatiche dell’individuo. Inoltre, il progetto mira a fornire una descrizione più dettagliata dei meccanismi neurocognitivi e di processing the sottendono alla comprensione pragmatica. Gran parte delle attività previste rientrano nel progetto PRIN 2015 (attivo da febbraio 2017 a gennaio 2020) “The interpretative brain: Understanding and promoting pragmatic abilities across the lifespan and in mental illness” coordinato dalla Prof.ssa Bambini.

 

Persone coinvolte

Direttrice di ricerca: Prof.ssa Valentina Bambini

Altri membri dell'unità di ricerca NETS: Ph.D. Paolo Canal, Dr. Alberto Barbieri, Dr. Elisabetta Tonini