L’osservazione della Terra può migliorare significativamente la qualità dei dati sulle emissioni di gas serra, ma è ancora poco utilizzata nei sistemi di reporting climatico. È quanto emerge dallo studio “Earth observation for land representation: implementing the Paris Agreement requirements for greenhouse gas reporting”, pubblicato sulla rivista scientifica Climate Policy Journal.
La ricerca, realizzata da Valentina Cima, Marina Vitullo, Roberta Bonì, Angela Fiore, Antonella Tornato e Andrea Taramelli di ISPRA e IUSS – Scuola Universitaria Superiore Pavia, analizza come l’Earth Observation (EO) possa contribuire a migliorare accessibilità, accuratezza e coerenza delle informazioni sulle emissioni di gas serra nel settore Land Use, Land-Use Change and Forestry (LULUCF).
Lo studio evidenzia che, nonostante il potenziale delle tecnologie satellitari e dei dati EO per supportare il monitoraggio del territorio e delle emissioni, meno del 40% delle Parti dell’Paris Agreement dichiara di utilizzare queste informazioni nei propri report di trasparenza climatica.
Secondo gli autori, l’integrazione dell’EO nei sistemi di reporting potrebbe rafforzare la qualità e la trasparenza degli inventari nazionali dei gas serra, contribuendo a rendere il monitoraggio climatico più solido e comparabile a livello internazionale.
Per favorire un uso più efficace dei dati di osservazione della Terra, lo studio suggerisce alcune azioni chiave:
- rafforzare la formazione e il supporto istituzionale per l’uso dei dati EO
- allineare dataset e prodotti EO ai requisiti metodologici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
- promuovere processi di co-progettazione con i compilatori degli inventari nazionali
- migliorare la documentazione delle fonti EO, dei metodi e delle valutazioni di incertezza
Leggi lo studio completo: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/14693062.2026.2638495#abstract