Il fine, non la fine, della matematica: Silvia De Toffoli (IUSS Pavia) su “Le Scienze”
Che cosa significa fare matematica nell’era dell’intelligenza artificiale? Silvia De Toffoli, Professoressa associata della Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, ed Eamon Duede (Princeton University e Purdue University) affrontano la questione in un articolo pubblicato su “Le Scienze”, a partire dai recenti progressi dell’IA nella risoluzione di problemi matematici complessi.
“Il fine, non la fine, della matematica. Che cosa significa fare matematica nell’era dell’intelligenza artificiale?” è il titolo dell’articolo di Silvia De Toffoli ed Eamon Duede, pubblicato il 15 settembre 2026 su Le Scienze.
Al centro della riflessione c’è una domanda destinata a diventare sempre più rilevante: quando l’intelligenza artificiale trova la risposta a un problema matematico complesso, possiamo dire che quel problema è davvero risolto?
Prendendo spunto dal recente caso delle equazioni di Navier-Stokes, De Toffoli e Duede sottolineano una distinzione fondamentale: fornire una risposta, anche formalmente certificata, non significa necessariamente produrre una soluzione capace di generare comprensione e nuova conoscenza. Una dimostrazione matematica deve infatti poter essere compresa, interpretata e utilizzata per sviluppare nuove idee e far progredire la disciplina.
Ma la riflessione va oltre la capacità dell’IA di risolvere problemi. La matematica non è soltanto problem solving: significa anche sviluppare nuovi concetti e teorie, formulare nuove domande, collegare ambiti diversi e costruire conoscenza all’interno di una comunità scientifica.
Da qui il gioco di parole che dà il titolo all’articolo: l’intelligenza artificiale non porta necessariamente alla “fine” della matematica, ma offre l’occasione per tornare a interrogarsi sul suo fine, sugli obiettivi della ricerca matematica e su quali di questi obiettivi vogliamo che l’IA contribuisca a perseguire.