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CAMPODONICO EDOARDO
CAMPODONICO EDOARDO
Ruolo:
Dottorando/a
Struttura di afferenza: CLASSE STS

Biografia

Sono un medico di 30 anni con un forte interesse per le neoplasie ematologiche e un’attenzione particolare alle leucemie acute. Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti presso l’Università di Pavia nel 2019 (come allievo dello IUSS e del Collegio Borromeo) e successivamente mi sono trasferito all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, dove mi sono formato in ematologia e ho completato la specializzazione nel gennaio 2025. Durante la formazione clinica, il mio lavoro si è concentrato sempre più sull’applicazione delle terapie cellulari per il trattamento delle leucemie acute e dei linfomi aggressivi a cellule B. Come specializzando senior, mi sono dedicato alla presa in carico longitudinale dei candidati a terapia con cellule CAR T nelle diverse indicazioni, sia nell’ambulatorio CAR T sia durante i ricoveri ospedalieri. Tra novembre 2023 e aprile 2025 sono stato research fellow nel laboratorio della Dr.ssa Monica Casucci, dove ho studiato nuovi approcci per migliorare l’efficacia delle cellule CAR T nelle neoplasie solide. In questo contesto ho acquisito competenze pratiche in biologia molecolare, manipolazione cellulare, citofluorimetria multiparametrica e sperimentazione in vivo. Da maggio 2025 mi sono trasferito negli Stati Uniti per entrare a far parte del laboratorio del Dr. Genovese presso il Boston Children’s Hospital, con l’obiettivo di acquisire una maggiore competenza nel gene editing applicato all’immunoterapia oncologica.

Come fellow nel laboratorio del Dr. Genovese al Boston Children’s Hospital, mi occupo dell’applicazione di tecnologie avanzate di genome editing (base editing e prime editing) per sviluppare piattaforme di cellule staminali ematopoietiche “stealth” per l’immunoterapia. Mi dedico all’ingegnerizzazione di linfociti T e cellule staminali/progenitori ematopoietici (HSPC), all’ottimizzazione di strategie di gene knockout e knock-in e alla valutazione funzionale in vitro e in vivo. La mia esperienza pregressa mi ha convinto che il prossimo grande progresso nella terapia con cellule CAR T — in particolare nel contesto della leucemia mieloide acuta (AML) — sarà determinato non solo dall’efficacia, ma anche da strategie di ingegnerizzazione capaci di ridurre la tossicità e aumentare la concreta trasferibilità clinica nel mondo reale. Per questo motivo, il mio lavoro attuale si concentra sullo sviluppo di strategie volte a favorire la traslazione clinica delle cellule CAR T anti-FLT3 precedentemente descritte dal nostro laboratorio, con l’obiettivo generale di minimizzare la tossicità mantenendo al contempo la potenza antileucemica. Sto mettendo a punto una strategia di base editing che sfrutta la perturbazione dei siti di splicing per generare cellule CAR T knockout per specifiche citochine, al fine di mitigare la cascata infiammatoria che sostiene la sindrome da rilascio di citochine e la tossicità ematologica associata alle cellule effettrici immunitarie (ICAHT). Attraverso la perturbazione selettiva delle principali vie citochiniche implicate nell’eccessiva attivazione mieloide, questo progetto mira a creare un prodotto CAR T con una finestra terapeutica più ampia, consentendo un dosaggio più sicuro e l’estensione del trattamento a una popolazione di pazienti più ampia.