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Anno taramelliano
Torquato Taramelli: la carta geologica per l'Unità d'Italia | 31 Marzo 2022
Data
Thu, 31/03/2022
Paragrafo
Testo

Il 2022 è l’anno di Torquato Taramelli. Il 31 marzo, a cento anni dalla sua morte, la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia organizza un incontro aperto alla cittadinanza per ricordarne la figura e celebrare le tante anime: geologo e studioso di sismologia, alpinista e patriota, raffinato acquarellista e appassionato archeologo.

Interverranno all'iniziativa il trisnipote, prof. Andrea Taramelli, la prof.ssa Claudia Lupi, docente al dipartimento di Scienze della terra e dell'ambiente dell’Università di Pavia, il prof. Mario Martina, Preside della Classe Scienze, Tecnologie e Società e Coordinatore del Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico della Scuola IUSS e il prof. Gian Michele Calvi,  fondatore e Direttore della Fondazione Eucentre nonché fondatore della School in Understanding and Managing Extremes della Scuola IUSS.

GIOVEDì 31 MARZO 2022, ORE 21

Scuola Universitaria Superiore IUSS, Aula Magna - Sala del Camino

Palazzo Broletto - Piazza della Vittoria, 15 - Pavia

Collegamento su piattaforma Zoom

 

TORQUATO TARAMELLI: LA CARTA GEOLOGICA PER L'UNITÀ D'ITALIA

 

INTERVENGONO

Prof.ssa Claudia Lupi Università degli Studi di Pavia

Prof. Andrea Taramelli Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia

Prof. Mario Martina Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia

Prof. Gian Michele Calvi Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia

Correva l’anno 1861… e con lui l’unità d’Italia. All’interno del percorso unitario nasce la necessità di unificare anche la geologia d’Italia. Nell’opera di Taramelli emerge un forte patriottismo scientifico, ossia la convinzione che gli scienziati italiani dovessero riconquistare il primato nello studio del proprio territorio, opponendosi così all’«invasione scientifica [...] da parte dei geologi austriaci e tedeschi››. Taramelli era fermamente convinto che l’Italia dovesse essere studiata, ‹‹specie presso i confini››, da naturalisti italiani. Non si trattava solamente di riconquistare agli italiani lo studio scientifico e in particolare geologico della penisola, ma di fare vera e propria propaganda politico-patriottica, dimostrando come le terre irredente fossero italiane anche sotto il profilo fisico-geologico. Per fare questo Taramelli propone insieme a Stoppani la creazione dell’istituto geologico Italiano. Nei suoi progetti, dunque, l’Istituto doveva fungere da ‹‹fortino armato di armi a lunghissima portata come sono le cattedre e gli insegnamenti» al fine di diffondere in Italia “la cultura e la scienza geologica italiane”. Nel corso dei lavori per la Carta geologica, il rapporto tra Stoppani e Taramelli dovette consolidarsi ulteriormente. I due naturalisti lombardi sostennero in primo luogo la necessità che l’organismo creato per la realizzazione della Carta fosse indipendente dal Corpo degli Ingegneri Minerari trattandosi di un lavoro che doveva essere «assolutamente scientifico [...]». Certo, nel promuoverlo e nell'attuare, il Governo doveva avere un intento pratico, volto all’«incremento delle patrie industrie» e allo sfruttamento di tutte le risorse offerte dal suolo. Ma la Carta geologica, per sé stessa, doveva essere assolutamente un lavoro di scienza, da affidarsi quindi a uomini di scienza.

INGRESSO LIBERO SECONDO LE NORME COVID-19 VIGENTI.

PER PARTECIPARE DA REMOTO ACCEDERE AL LINK:

https://iusspavia.zoom.us/webinar/register/WN_Z4v9dqN8TR2zmvFmVJc12A

Contatti: terzamissione@iusspavia.it—Evento organizzato nell’ambito delle attività di Public Engagement