Il 13 febbraio 2026, nella Sala della Biblioteca G. Marconi della sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) a Roma, è stato presentato il Dottorato Nazionale in Science and Technology for Advanced Therapies (STAT), il primo programma di dottorato in Italia dedicato specificamente alle terapie avanzate.
Un percorso triennale costruito da IUSS - Scuola Universitaria Superiore Pavia con il sostegno di Fondazione Telethon e promosso da Università degli Studi di Pavia e Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), per contribuire in modo concreto all’avanzamento delle terapie avanzate e per rendere la ricerca che si svolge in Italia competitiva ed efficace a livello internazionale.
L’evento ha rappresentato un momento di confronto e condivisione tra università, enti di ricerca e partner industriali, segnando l’avvio pubblico di un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e pensato per rafforzare la formazione dottorale nel campo delle terapie avanzate e della medicina di precisione.
Un nuovo paradigma formativo
Il Dottorato STAT nasce con l’obiettivo di costruire un percorso realmente integrato, in cui ricerca di base, sviluppo tecnologico e applicazione clinica dialogano in modo strutturale. La sua impostazione multidisciplinare consente ai dottorandi di muoversi tra ambiti diversi – dalla fisica medica alla biologia molecolare, dall’ingegneria biomedica alle biotecnologie – sviluppando competenze trasversali e una visione sistemica dell’innovazione terapeutica.
Le tre direttrici scientifiche – tecnologie fisiche avanzate, terapie geniche e cellulari, scienze biomolecolari e biotecnologiche – rappresentano altrettanti pilastri di un progetto che mira a formare ricercatori capaci di operare in contesti altamente complessi e interdisciplinari.
Il Dottorato STAT si propone di formare una nuova generazione di ricercatori in grado di trasformare l’eccellenza scientifica in soluzioni terapeutiche concrete.
👉 Per approfondimenti, leggi l’intervista rilasciata dalla prof.ssa Raffaella di Micco a La 27ora del Corriere della Sera.