Salta al contenuto principale
Immagine
Via Lattea
I lampi gamma illuminano la Via Lattea: Beatrice Vaia (IUSS) contribuisce a ridefinire la mappa della nostra Galassia
Data
Gio, 02/07/2026
Paragrafo
Testo

Uno studio internazionale guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, ha ottenuto le misure più precise mai realizzate della distanza dei bracci di spirale più esterni della Via Lattea. La ricerca dimostra che queste strutture si estendono fino a circa il 10% più lontano rispetto a quanto indicato dai modelli utilizzati finora.

Prima autrice dello studio è Beatrice Vaia, ricercatrice INAF, che ha condotto il lavoro durante il proprio percorso di dottorato presso l'Università di Trento e la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia.

Per superare le difficoltà legate all'osservazione della nostra Galassia dall'interno, il team ha utilizzato una tecnica innovativa basata sugli anelli di scattering nei raggi X, prodotti quando i potentissimi lampi gamma (Gamma-Ray Burst, GRB) provenienti da galassie lontane attraversano le nubi di polvere della Via Lattea. Questi "echi di luce" permettono di determinare con estrema precisione la distanza delle nubi interstellari e, di conseguenza, dei bracci di spirale che le ospitano.

«Abbiamo sfruttato gli anelli di scattering dei raggi X come uno strumento geometrico estremamente diretto», spiega Beatrice Vaia. «Questo metodo non dipende dai modelli di rotazione della Via Lattea, che diventano molto incerti nelle regioni più periferiche. In questo modo abbiamo migliorato la mappa tridimensionale della nostra Galassia e verificato in maniera indipendente le teorie utilizzate per descriverne la struttura.»

L'analisi ha combinato le osservazioni dei telescopi spaziali Chandra della NASA e XMM-Newton dell'ESA relative a tre storici lampi gamma, consentendo di misurare la distanza del braccio di Perseo, del Braccio Esterno e del Braccio Esterno Scudo-Centauro.

I risultati mostrano che gli ultimi due si trovano circa il 10% più lontano rispetto alle stime precedenti. Per il Braccio Esterno Scudo-Centauro, situato oltre 60.000 anni luce dalla Terra, lo studio ha raggiunto una precisione record, con un'incertezza di appena l'1%.

La ricerca apre nuove prospettive per lo studio della struttura della Via Lattea e rappresenta un importante punto di partenza per le future osservazioni dei telescopi per raggi X di nuova generazione, come Athena, che consentiranno di estendere questo approccio ad altre regioni della nostra Galassia.